Un coccio una vita


di Paolo Veronese



La mia vita - cosa vuoi - è cosa breve,

un frammento di vetro sulla spiaggia,

dove per un brillio irrequieto di un momento

può riflettersi l'oceano intero, e farsi

poema delle onde dove i marinai hanno bevuto

il rum di tutti i porti e tutte le donne amato,

in un istante, tatuato sull'acqua.




Questo vetro di bottiglia o gemma di sale, è un giorno un'ora o eternità

raccolto nella conca della mano ignota,

che getta la mia polvere nel turibolo del destino,

volta le carte ingiallite del mio passato,

"mio", non saprei, è una nota straniera

caduta lì per una ragione.


Un minuto respirare, per sentirsi

io tu loro noi nessuno

e uno.


Come mai, cosa ci porta l'onda e il sangue

il prisma di cristallo il sale sulla

ferita del nascere e del silenzio.

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In Venetia MMXX © Artificioſa Rota - Efemeridi culturali

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