Hooorray for the Flag of the Free
- Artificioſa Rota

- 27 lug 2025
- Tempo di lettura: 4 min
di Venator Animarum
Per Alfonso
“La bandiera della libertà: promessa e disillusione nell’America contemporanea”
First strain
Let martial note in triumph float
And liberty extend its mighty hand
A flag appears 'mid thunderous cheers,
The banner of the Western land.
The emblem of the brave and true
Its folds protect no tyrant crew;
The red and white and starry blue
Is freedom's shield and hope.
Let eagle shriek from lofty peak
The never-ending watchword of our land;
Let summer breeze waft through the trees
The echo of the chorus grand.
Sing out for liberty and light,
Sing out for freedom and the right.
Sing out for Union and its might,
O patriotic sons.
Second strain
𝄆 Other nations may deem their flags the best
And cheer them with fervid elation
But the flag of the North and South and West
Is the flag of flags, the flag of Freedom's nation. 𝄇
Trio
Hurrah for the flag of the free!
May it wave as our standard forever,
The gem of the land and the sea,
The banner of the right.
Let tyrants remember the day
When our fathers with mighty endeavor
Proclaimed as they marched to the fray
That by their might and by their right
It waves forever.
Grandioso
Hurrah for the flag of the free.
May it wave as our standard forever
The gem of the land and the sea,
The banner of the right.
Let tyrants remember the day
When our fathers with mighty endeavor
Proclaimed as they marched to the fray,
That by their might and by their right
It waves forever.
Il testo lirico de “The Stars and Stripes Forever” di John Philip Sousa, composto nel 1896, è una delle più fervide espressioni dell’orgoglio nazionale americano. Ricco di slancio patriottico, l’inno celebra la bandiera statunitense come emblema di libertà, giustizia e unità, ponendola al centro di un immaginario epico in cui l’America si erge come baluardo della libertà contro ogni forma di tirannia. Tuttavia, confrontare queste idealizzazioni con la realtà degli Stati Uniti contemporanei impone una riflessione critica: molte delle speranze espresse in queste strofe sembrano oggi smarrite o profondamente tradite.
Il mito della libertà e la realtà dell’ingiustizia
La bandiera “che protegge nessuna ciurma di tiranni” (Its folds protect no tyrant crew) è nel testo simbolo di un potere giusto, di uno Stato che si oppone con fermezza alla tirannia. Eppure, nella realtà odierna, gli Stati Uniti sono spesso accusati, anche internamente, di perpetuare forme di oppressione sistemica. Il razzismo istituzionale, la brutalità della polizia, l’ingiustizia economica e la crescente sorveglianza statale sono fenomeni che contraddicono profondamente quell’ideale di libertà inviolabile. Le parole del testo – “Sing out for liberty and light, / Sing out for freedom and the right” – risuonano oggi come un’eco amara, soprattutto per le comunità marginalizzate che da secoli lottano per il riconoscimento pieno dei propri diritti civili.
L’unione infranta
Un altro tema centrale della composizione è l’unità della nazione: “Sing out for Union and its might”, con riferimenti espliciti alla coesione tra Nord, Sud e Ovest. Ma l’America odierna è attraversata da divisioni politiche e culturali sempre più radicali. Il tribalismo ideologico, l’erosione del dibattito democratico e la polarizzazione sociale mettono in crisi il concetto stesso di “Union” evocato da Sousa. Gli eventi del 6 gennaio 2021 – l’assalto al Campidoglio – sono stati una frattura simbolica e reale: la bandiera americana, in quell’occasione, è stata sventolata non come segno di unione, ma come vessillo di un’identità politica contrapposta allo Stato stesso.
La bandiera come simulacro
Il testo definisce la bandiera come “the gem of the land and the sea, / the banner of the right”. In questa visione, il vessillo nazionale incarna il bene assoluto. Tuttavia, nella realtà contemporanea, la bandiera americana ha assunto significati ambivalenti. Per alcuni è ancora simbolo di orgoglio e speranza; per altri è diventata un simulacro vuoto, un’immagine retorica dietro la quale si nascondono politiche imperialiste, discriminazioni e ipocrisie. Il nazionalismo patriottico, spesso esibito attraverso la bandiera, è stato anche strumentalizzato per giustificare guerre, chiusure xenofobe, e la repressione del dissenso interno.
Il sogno americano svanito
Sousa canta di un’America in cui “our fathers with mighty endeavor / Proclaimed as they marched to the fray / That by their might and by their right / It waves forever.” Ma oggi, la narrazione epica dei “padri fondatori” viene sempre più messa in discussione: molti di essi erano schiavisti, ed è ormai chiaro che la libertà da loro proclamata era riservata a una ristretta élite bianca e maschile. Il cosiddetto “sogno americano”, cioè l’idea che chiunque possa realizzare sé stesso grazie al merito, è incrinato da diseguaglianze sempre più marcate: l’ascensore sociale è fermo, e intere generazioni vivono un peggioramento delle proprie condizioni rispetto ai genitori. La povertà, la mancanza di accesso alla sanità, l’indebitamento studentesco sono piaghe che smascherano l’illusione di una società fondata sull’eguaglianza delle opportunità.
Conclusione: tra retorica e responsabilità
“The Stars and Stripes Forever” resta un documento poetico-musicale di grande impatto, espressione autentica dell’orgoglio nazionale e di un momento storico in cui la fiducia nell’ideale americano era forte e condivisa. Tuttavia, rileggere oggi il testo impone un gesto critico. Non si tratta di negare il valore dei principi evocati – libertà, giustizia, unione – ma di constatarne il tradimento. Il compito degli intellettuali, dei cittadini e delle istituzioni non dovrebbe essere quello di ripetere ciecamente slogan patriottici, ma di chiedersi se e come quegli ideali possano essere nuovamente incarnati. Solo in questo modo la bandiera potrà davvero tornare a sventolare, non come strumento di retorica, ma come reale “banner of the right”.





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