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Ciò che resta del sole

di Paolo Veronese da Toscolano-Maderno


Ciò che resta del sole si spacca come un frutto maturo

ed esala nell'aria l'odore rosso e oro

che cade e sparge luccichii come monete

sopra l'acqua, dove le barche sfatte le vele

si accoccolano nella miseria, monodia

dell'Essere, al di là delle palpebre, al di là delle cose.


Ecco il velo sul tuo volto, amica della mia sera,

le strie sottili che fanno un sorriso della bocca imbronciata

gli occhi socchiusi a succhiare quel crepuscolo sino all'acerbo


le tazze del tè a fumare nell'attesa


un gesto, l'arte di pizzicare il braccio.

come fosse la corda tesa al tocco

d'una nota, il sol che si divampa e sviene

un attimo sulla mia certa-pelle, un dio

che ricama il cielo di arazzi imprevedibili


le tazze del tè che fumano nell'attesa



alcuni Soli warburghiani



 
 
 

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