Navegar pitoresco, da Manuzio a Melville


di Giacomo Cordova


Edito nel 2016 nella collana Il cammello battriano, la raccolta di letteratura di viaggio, scritti biografici e autobiografici curata per i tipi di Neri Pozza, il libro di Cesare De Seta, Venezia e Moby Dick è una navigazione attraverso la fascinosa galassia veneziana, quell’agglomerato di arte e artisti che ancora oggi ci fanno rivivere, in laguna come in terraferma, gli splendori millenari della Serenissima: meraviglie per i nostri sensi e linfa senza fine per i nostri sogni.  Già ad una prima agile lettura appare elegantemente strutturato, robustamente definito come l’armatura di un vascello, nel quale ogni cosa è interconnessa a formare un unico corpo. Sfogliando queste pagine emergono, oltre ad una profonda conoscenza della storia della Dominante, raccontata con semplicità e per questo utile a guidarci nel viaggio, soprattutto quella che è la vera anima di questa raccolta di racconti: l’intima passione e l’amore per  Venezia. E fin da subito, il mare si fa oceano, e dalle acque agitate dagli enigmi della Tempesta del misterioso e affascinante Giorgione si passa ad ammirare gli orizzonti splendenti del mitico Tiziano, per poi sentire i venti rivoluzionari e ribelli di pittori come Tintoretto, Paolo Veronese, El Greco, così come le brezze composte, talvolta capricciose dei vedutisti Canaletto, Guardi, Bellotto. È un vero divertimento lasciarsi andare alla lettura dei dialoghi a pièces teatrali fra i diversi artisti, studiosi e critici d’arte, quasi come fossero tutti dei marinai a bordo del medesimo vascello veneziano, che a tratti si fa anche burchiello. Andando per vedute possiamo diventare spettatori dell’originale lavoro di fantasia con il quale sono stati abilmente intrecciati elementi della verità storica, personaggi realmente vissuti (e viventi) e luoghi ben definiti, con situazioni e circostanze che faranno sicuramente divertire ogni lettore di spirito. In fine, col vento in poppa, dai mari settecenteschi e neoclassici di Longhi, Casanova e Canova, la navigazione s’inoltrerà fino alle marine di Turner, sfociando tra memorie e impressioni di Manet, Sargent e Zola, fino a riportare gli ormeggi a noi, e ai mille problemi della nostra, attualissima Venezia. Il volume, brossurato, è uscito in un anno speciale per la storia veneziana e per l’editoria: è infatti in coincidenza del cinquecentesimo anniversario di Aldo Manuzio, tipografo veneziano fra i più influenti e famosi della storia moderna, che questo scritto s’immerge nella storia di Venezia insieme ad uno degli emblemi della sua cultura. Il delfino che scivola su di un’ancora alla quale si affiancano le sillabe AL - DVS. E quale forma poteva essere più evocativa per una città di mare, se non quella di un pesce? Fra l’altro, Venezia vista a volo d’uccello ha proprio la forma di un simpatico cetaceo! Così dunque, come la balena bianca di Melville, il filo conduttore di queste storie si inabissa per poi riemergere fra le parole scritte, seguendo la scia lasciata dalla memoria e dalla fantasia dell’autore, con sorprese tutte da scoprire.


L’Autore:

Cesare De Seta è professore emerito all’Università Federico II di Napoli. Storico dell’arte e dell’architettura, ha insegnato a Londra, Zurigo, New York, Parigi. Tra le sue più recenti pubblicazioni, tradotte in più lingue, Ritratti di città. Dal Rinascimento al secolo XVIII, Einaudi 2011, L’Italia nello specchio del Grand Tour, Rizzoli 2014; nella categoria dei romanzi Era di maggio (1991, 2010), La dimenticanza (1994), Terremoti (2003), Quattro elementi (2007) e Viaggi Controcorrente (2007). Curatore di diverse mostre in ambito nazionale internazionale, fra le più recenti Imago Urbis Romae, Musei Capitolini, Roma, 2015 e L’Immagine della città europea, Museo Correr, Venezia, 2014; è una firma autorevole per diverse riviste specialistiche, e collaboratore a La Repubblica e L’Espresso.

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